Impianti sportivi

Tecnologie LED outdoor professionali

Avico Light & Energy propone una soluzione modulare e di altissima qualità per l’illuminazione professionale di aree esterne, quali impianti sportivi e strade.

Il caso della illuminazione dei campi sportivi

L’illuminazione tradizionale degli impianti sportivi, realizzata normalmente con i fari a Ioduri metallici, richiede l’impiego di grosse quantità d’energia per tempi relativamente lunghi e costituisce un costo importante nella gestione di un impianto, soprattutto nel semestre in cui vige l’ora solare.

Per raggiungere un risultato adeguato, un campo da Tennis per esempio deve essere illuminato impiegando un minimo di 6KWatt, per una durata variabile con l’utilizzo e la stagione.
Per i campi da calcio questo valore supera i 30KWatt, sempre in caso di partite amatoriali.

I fari a Ioduri metallici inoltre, non disponendo di un’ottica per indirizzare il flusso luminoso, lo disperdono per un angolo inutilmente ampio, coprendo anche zone non interessate al gioco e richiedendo pertanto una sovrapproduzione di luce, con costi non necessari.

La qualità della luce a ioduri metallici risulta spesso abbagliante e non costante nel colore, che tende a variare con l’invecchiamento della lampada.

Infine la scarsa vita utile della lampada (1.000-2.000 ore di funzionamento) implica frequenti sostituzioni, che nel caso di queste installazioni possono risultare scomode o difficili da realizzare, e quindi costose.

Inconvenienti della tecnologia LED consumer

Per i motivi esposti sopra, l’uso dei fari LED stanno prendendo piede anche sui campi sportivi. Anch’essi tuttavia devono avere caratteristiche adeguate.

I fari LED comunemente commercializzati per le aree esterne, di costo contenuto, presentano infatti caratteristiche non ideali per un uso nei campi sportivi.

  • Bassa efficienza: un faro efficiente è un faro che consuma poco. efficienza e durata sono parametri in opposizione tra loro: innalzare l’efficienza di un faro implica abbassarne la vita utile, a meno di non utilizzare componenti di qualità superiore. I fari commerciali, per poter essere venduti a un prezzo accessibile e avere una vita utile significativa (almeno 50.000 ore), limitano l’efficienza a 80-90 lumen/Watt, la stessa delle vecchie tecnologie a Ioduri che dovrebbero sostituire.
  • Limitato smaltimento del calore: un elemento fondamentale della durata, a parità di efficienza, è la capacità di smaltire il calore. Questa capacità si ottiene progettando un corpo-faro con una alettatura adeguata, efficacie ma al contempo robusta e resistente alle intemperie
  • Assenza di focalizzazione della luce: i fari commerciali, per minimizzare i costi, montano i LED su una matrice di punti: più luce implica più LED e quindi una matrice maggiore. Questa struttura però impedisce di poter montare lenti fotometriche, con il risultato di disperdere la luce su un angolo di 100° o più, ossia fuori dal campo da gioco. Per illuminare adeguatamente il campo si dovrà impiegare una potenza maggiore di quella necessaria. Maggiore potenza, maggiori consumi, maggiori costi di esercizio.

I fari LED di basso costo, pur migliorando l’aspetto della durata e dei consumi, richiedono potenze elettriche maggiori del necessario per via degli sprechi di luce.

Le caratteristiche ideali del faro LED professionale

Il faro LED per uso esterno, in particolare per illuminare campi di gioco (Tennis, calcio e calcetto, basket, ecc.) dovrebbe presentare al contempo tutte le seguenti caratteristiche:

  • costruzione robusta ma leggera: i fari sono collocati su strutture a notevoli altezze. Nel caso dei campi maggiori ne sono necessari diversi esemplari sullo stesso palo, pertanto il carico statico deve essere minimizzato.
  • grande capacità di raffreddamento: il primo nemico del LED è il calore che, pur non essendo analogo a quello delle lampade a incandescenza o arco elattrico, provoca nei componenti LED (più delicati) un precoce invecchiamento. Quindi il corpo del faro deve includere un ampio radiatore, possibilmente strutturale e non realizzato con un componente aggiuntivo, perché l’esposizione alle intemperie ne provocherebbe presto il degrado.
  • durata della meccanica: l’alluminio è il materiale principe in questi casi, essendo al contempo leggero e inossidabile.
  • sorgente LED di tipo COB (acronimo di Chip On Board): una sorgente unica condensata in uno spazio limitato, che consente di aggiungere una lente fotometrica per focalizzare il flusso luminoso su un’area limitata.
  • componenti elettrici di qualità: non tutti i chip LED garantiscono la stessa durata e qualità della luce. Si va da un minimo accettato di 20.000 ore a 100.000 ore o più di funzionamento utile. Anche l’alimentatore ha un ruolo importante, essendo il componente direttamente allacciato alla tensione di rete e dovendo sopportare eventuali sbalzi di tensione.
  • luce regolabile: la tecnologia LED permette di poter regolare il flusso luminoso in maniera continua: avere un faro regolabile significa poter adeguare l’illuminazione alla reale necessità del momento, con i benefici di aumentare la vita utile del componente, che non lavorerà sempre alla massima potenza, e risparmiare sul consumo elettrico.
  • modularità della costruzione: un faro di potenza modesta e costruito su una struttura modulare consente di installare torri-faro della capacità illuminante richiesta, in cui i singoli moduli possono essere accesi anche parzialmente, a seconda del caso.

Solo un faro che racchiuda tutte queste caratteristiche garantirà la massima economia di esercizio e i minori costi di manutenzione.